
“Denti fissi in 24 ore”, “sorriso nuovo in un giorno”: del carico immediato si parla molto, non sempre con precisione. Ecco come funziona davvero questa tecnica, chi ne può beneficiare e, soprattutto, quando è meglio evitarla.
Cos’è il carico immediato
Normalmente, dopo l’inserimento di un impianto si attende l’osteointegrazione (alcuni mesi) prima di montare il dente. Con il carico immediato, se ci sono le condizioni giuste, una protesi fissa provvisoria viene applicata sugli impianti entro poche ore dall’intervento: esci con i denti fissi, non con una protesi mobile.
Quando è indicato
- Stabilità primaria degli impianti: l’osso deve “stringere” bene l’impianto al momento dell’inserimento.
- Progettazione accurata: TAC 3D, pianificazione digitale e, nei casi migliori, chirurgia guidata.
- Un laboratorio reattivo: la protesi va costruita in ore, non in settimane, per questo il nostro laboratorio interno fa la differenza (anche in 4 ore).
- Paziente collaborante: dieta morbida e igiene scrupolosa nelle prime settimane.
Quando NON è indicato
Se la stabilità primaria è insufficiente, se ci sono infezioni attive o condizioni cliniche particolari, forzare il carico immediato significa rischiare l’impianto. Per questo la decisione va presa prima, su basi cliniche: nel nostro studio si decide dopo la TAC, che è gratuita alla prima visita, e se il carico immediato non fa per te, ti proponiamo il percorso più sicuro.
In sintesi
Il carico immediato è una tecnica eccellente nelle mani giuste e nel caso giusto. Non è una promessa da fare a tutti: la differenza la fanno diagnosi, esperienza (da noi oltre 100 carichi immediati l’anno) e laboratorio. Vuoi sapere se il tuo caso è idoneo?
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