Bruxismo: come capire se digrigni i denti e cosa fare

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Bite trasparente per il bruxismo e il digrignamento dei denti
Il bruxismo è il digrignare o serrare i denti in modo involontario, soprattutto di notte. I segnali tipici sono mascella dolorante al risveglio, mal di testa, denti consumati o sensibili. Si gestisce con un bite su misura e agendo sulle cause, stress in primo luogo.
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Revisione clinica: Dott. Paolo Facchinetti — Odontoiatra e Direttore Sanitario, Iscr. Albo Odontoiatri di Brescia n. 00550. Scopri il nostro centro e il team.

Ti svegli con la mascella dolorante o con un mal di testa che non riesci a spiegare? Il tuo partner ti dice che di notte fai uno strano rumore con i denti? Potrebbe trattarsi di bruxismo, cioè l’abitudine involontaria di serrare o digrignare i denti. È un disturbo molto diffuso, spesso legato allo stress, che con i giusti accorgimenti si può gestire bene. In questa guida vediamo come riconoscerlo, perché succede e quali sono i trattamenti più indicati.

Cos’è il bruxismo e come capire se digrigni i denti

Il bruxismo è il serramento o il digrignamento involontario dei denti, che avviene soprattutto durante il sonno ma a volte anche di giorno. Chi ne soffre spesso non se ne accorge, perché il fenomeno è del tutto inconsapevole. I segnali più comuni sono denti che appaiono consumati o appiattiti, mal di testa al risveglio, mascella dolorante o rigida al mattino e, in molti casi, il rumore che il partner sente durante la notte.

Vale la pena prestare attenzione se noti uno o più di questi segnali:

  • Denti che sembrano più corti, appiattiti o con piccole scheggiature sui bordi.
  • Mal di testa o dolore alle tempie appena sveglio.
  • Mascella stanca, rigida o dolente al mattino.
  • Denti più sensibili al caldo e al freddo.
  • Rumore di digrignamento che qualcuno nota mentre dormi.

Il bruxismo può riguardare persone di ogni età, adulti e bambini, ed è più frequente nei periodi di maggiore tensione. Nei bambini spesso è passeggero e legato alla crescita, mentre negli adulti tende a essere più persistente. In ogni caso, una valutazione accurata permette di distinguere il bruxismo da altre cause di dolore o di usura dei denti e di impostare la gestione più corretta.

Perché si digrignano i denti

Le cause del bruxismo sono spesso più di una e non sempre facili da individuare. Il fattore più frequente è lo stress emotivo e l’ansia, che tendono a scaricarsi sui muscoli della bocca. Anche alcuni disturbi del sonno e una malocclusione, cioè un contatto non corretto tra i denti delle due arcate, possono contribuire. Nella maggior parte dei casi entrano in gioco più fattori insieme.

Tra gli elementi che possono favorire il bruxismo rientrano periodi di forte tensione, ritmi di vita intensi, un consumo elevato di caffeina o alcol e alcune abitudini legate al sonno. Capire quali fattori pesano di più nel tuo caso è il primo passo per gestire il problema, ed è uno degli aspetti che il dentista valuta durante la visita.

Bruxismo notturno e diurno: che differenza c’è

Il bruxismo può manifestarsi di notte o di giorno, con caratteristiche diverse. Quello notturno avviene durante il sonno, è completamente inconsapevole e spesso comporta veri e propri digrignamenti, con il tipico rumore. Quello diurno consiste soprattutto nel serrare i denti nei momenti di concentrazione o tensione, per esempio davanti al computer, nel traffico o durante un lavoro impegnativo. Riconoscere quale forma prevale aiuta a scegliere gli accorgimenti più adatti.

Nel bruxismo diurno un aiuto concreto arriva dalla consapevolezza: imparare ad accorgersi di quando stringi i denti ti permette di rilassare volontariamente la mascella. Nel bruxismo notturno, invece, questo controllo non è possibile e diventa più importante proteggere i denti con un dispositivo dedicato, come vediamo più avanti.

Quali conseguenze può avere il bruxismo non trattato

Se non viene gestito, nel tempo il bruxismo può causare diversi problemi. La pressione continua consuma lo smalto e può rendere i denti più sensibili al caldo e al freddo. Nei casi più marcati compaiono piccole scheggiature e i denti possono apparire più corti. Il sovraccarico dei muscoli e dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM) può provocare mal di testa, dolore al viso e difficoltà ad aprire bene la bocca.

Quando lo smalto è molto consumato o un dente si scheggia, a volte è necessario ricostruire la parte danneggiata, per esempio con delle otturazioni o altri interventi conservativi. Intervenire presto aiuta a limitare questi danni e a evitare cure più impegnative in futuro. Per questo è utile non sottovalutare i primi segnali.

Il bruxismo notturno, inoltre, può disturbare il riposo e contribuire a una sensazione di stanchezza al risveglio, sia per chi ne soffre sia per chi dorme accanto. Anche per questo motivo è importante non trascurarlo: proteggere i denti significa spesso migliorare anche la qualità del sonno e del benessere quotidiano.

Come si tratta il bruxismo

Il trattamento più diffuso per il bruxismo è il bite, chiamato anche placca notturna: un dispositivo trasparente realizzato su misura che si indossa durante il sonno. Il bite non elimina la causa, ma protegge i denti dall’usura e alleggerisce il carico sui muscoli e sull’articolazione. In parallelo è utile agire sulle cause, per esempio con la gestione dello stress, e valutare la correzione della malocclusione quando è presente. La scelta del percorso va sempre personalizzata dopo una visita odontoiatrica.

Il bite è diverso dai modelli standard che si trovano già pronti: viene costruito sulla tua bocca a partire da un’impronta, per garantire comfort e una corretta distribuzione delle forze. Il dentista ti indicherà come indossarlo e come mantenerlo pulito. In alcuni casi possono essere consigliati anche esercizi di rilassamento muscolare o il coinvolgimento di altri professionisti per lavorare sullo stress.

Il bruxismo, in genere, non si risolve una volta per tutte, ma si tiene sotto controllo nel tempo. Per questo sono utili controlli periodici, durante i quali il dentista verifica lo stato dei denti e del bite ed eventualmente aggiorna il percorso. Se noti che il dispositivo si è consumato o non calza più bene, è importante segnalarlo per mantenere la protezione efficace.

Rimedi e abitudini utili per gestire il bruxismo

Oltre al bite, alcune abitudini quotidiane possono ridurre il bruxismo e la tensione muscolare. Aiuta imparare a tenere i denti leggermente distanziati quando non stai masticando, ridurre caffeina e alcol soprattutto la sera e curare la qualità del sonno. Anche le tecniche di rilassamento e l’attività fisica regolare contribuiscono a smaltire lo stress. Una buona igiene dentale, infine, aiuta a tenere sotto controllo la salute dei denti più sollecitati.

Ecco alcune abitudini semplici che puoi mettere in pratica:

  • Fai attenzione durante il giorno e rilassa la mascella ogni volta che ti accorgi di stringere i denti.
  • Limita caffè, bevande energetiche e alcol nelle ore serali.
  • Crea una routine serale rilassante e regolare gli orari del sonno.
  • Applica un impacco caldo sulla mascella se al mattino la senti tesa.
  • Dedica del tempo ad attività che ti aiutano a ridurre lo stress.

Questi accorgimenti sono un valido supporto, ma non sostituiscono la valutazione del dentista, soprattutto se i sintomi sono presenti da tempo.

Quando rivolgersi al dentista

È bene rivolgersi al dentista quando noti segnali che si ripetono, come mal di testa al risveglio, mascella dolorante, denti che appaiono consumati o più sensibili. Solo una visita odontoiatrica permette di capire se si tratta davvero di bruxismo, di valutare eventuali danni e di proporre il trattamento più adatto al tuo caso. Prima intervieni, più è semplice proteggere i denti ed evitare fastidi che tendono a peggiorare nel tempo.

Se ti riconosci in questi sintomi, il nostro centro a Manerbio, vicino a Brescia, è a tua disposizione per una valutazione. Puoi prenotare la tua prima visita gratuita: durante l’incontro valuteremo insieme la tua situazione e, se necessario, ti spiegheremo come proteggere il tuo sorriso con la soluzione più adatta a te.

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