Le afte in bocca sono un disturbo molto comune: quasi tutti, prima o poi, ne hanno avuta almeno una. Sono piccole, ma possono dare parecchio fastidio quando si mangia o si parla. In questa guida vediamo che cosa sono, perché compaiono, quanto durano e quali accortezze possono aiutare a conviverci meglio, insieme ai segnali che rendono utile una valutazione professionale. L’obiettivo è offrire informazioni chiare e prudenti, senza sostituire il parere del dentista o del medico.
Cosa sono le afte
Le afte sono piccole lesioni (ulcerazioni) che compaiono sulla mucosa della bocca: parte interna delle guance e delle labbra, lingua, gengive o palato. Di solito hanno un centro biancastro o giallastro e un bordo arrossato, e possono essere fastidiose o dolorose soprattutto a contatto con il cibo. Nella maggior parte dei casi sono di piccole dimensioni e tendono a guarire da sole. Le afte non vanno confuse con l’herpes labiale, che compare invece all’esterno delle labbra.
La forma più frequente è quella delle cosiddette afte minori, tondeggianti e di pochi millimetri, che si presentano da sole o in piccolo numero e guariscono nel giro di qualche giorno. Esistono anche afte più grandi o più numerose, meno comuni, che possono risultare più fastidiose e richiedere più tempo per rimarginarsi. Riconoscerne l’aspetto aiuta a distinguerle da altre lesioni della bocca e a capire quando è il caso di tenerle semplicemente d’occhio.
Perché vengono le afte
Nella maggior parte dei casi non esiste una sola causa. Le afte possono comparire dopo un piccolo trauma della mucosa, in periodi di stress o stanchezza, dopo il contatto con alcuni alimenti, oppure in presenza di carenze nutrizionali o cambiamenti ormonali. Un aspetto importante da ricordare è che le afte comuni non sono contagiose: non si trasmettono con un bacio, con le posate o con il bicchiere.
Tra i fattori che più spesso vengono associati alla loro comparsa ci sono:
- piccoli traumi locali, come un morso accidentale, lo sfregamento di un dente tagliente o di un apparecchio ortodontico;
- periodi di stress, affaticamento o poco riposo;
- alcuni alimenti, ad esempio cibi molto acidi o particolarmente sapidi, che in alcune persone sembrano favorirne la comparsa;
- carenze di alcune vitamine o di ferro;
- cambiamenti ormonali, per esempio legati al ciclo mestruale.
In alcune persone le afte tendono a ripresentarsi con una certa frequenza. Quando questo accade, può essere utile parlarne con il medico o il dentista per capire se vi siano fattori locali, come un bordo tagliente o una protesi che sfrega, oppure aspetti generali su cui è possibile intervenire. Tenere un piccolo diario di quando compaiono e di che cosa si è mangiato può aiutare a individuare eventuali elementi ricorrenti.
Quanto durano di solito
Le afte più comuni tendono a guarire spontaneamente entro una o due settimane, in genere senza lasciare cicatrici. Il dolore è di solito più intenso nei primi giorni, poi diminuisce gradualmente man mano che la lesione si rimargina. Le afte più grandi possono impiegare più tempo. Se un’afta non accenna a migliorare entro circa due settimane, è opportuno farla valutare da un professionista.
Ogni persona può avere tempi leggermente diversi e non è raro che, superato il fastidio iniziale, l’afta si dimentichi da sola. Osservare l’andamento nei giorni successivi è comunque una buona abitudine: una lesione che si riduce e diventa meno dolorosa sta seguendo il suo corso naturale, mentre una che resta invariata o peggiora merita più attenzione. Nei bambini e nelle persone più fragili conviene osservare con un po’ di cura in più che il fastidio non interferisca a lungo con l’alimentazione.
Come alleviare il dolore e favorire la guarigione
Non esiste un rimedio che faccia sparire l’afta all’istante, ma alcune accortezze possono ridurre il fastidio mentre la lesione guarisce da sola. In generale aiuta mantenere una buona igiene orale con uno spazzolino a setole morbide, preferire cibi morbidi e a temperatura tiepida e bere a sufficienza. In farmacia esistono collutori e gel specifici che possono dare sollievo: è bene usarli seguendo le indicazioni del medico o del dentista.
Nei giorni in cui l’afta è presente può essere utile:
- scegliere alimenti morbidi come pasta ben cotta, purè, zuppe tiepide, yogurt e formaggi freschi;
- evitare cibi molto caldi, piccanti, acidi (come agrumi e pomodoro) o croccanti, che possono irritare la lesione;
- masticare con delicatezza dal lato opposto all’afta, quando possibile;
- curare l’igiene con movimenti delicati, senza rinunciare a spazzolino e filo interdentale.
Una igiene dentale regolare e delicata aiuta a mantenere la bocca in salute anche quando è presente un’afta. Se hai dubbi su quali prodotti utilizzare o su come comportarti, è sempre preferibile chiedere un parere professionale invece di improvvisare con rimedi non indicati.
Cosa non fare quando hai un’afta
Alcune abitudini possono peggiorare il fastidio o rallentare la guarigione. È meglio evitare di toccare o stuzzicare l’afta con la lingua, le dita o altri oggetti, perché così si rischia di irritarla ancora di più. Nei giorni in cui è presente conviene limitare i cibi molto piccanti, acidi, croccanti o troppo caldi. Meglio inoltre non applicare rimedi fai da te aggressivi senza aver prima chiesto consiglio.
- non tentare di rimuovere o coprire la lesione con oggetti o sostanze non indicate;
- evitare prodotti a base di alcol, che possono bruciare la mucosa;
- non trascurare l’igiene orale per paura del dolore, ma renderla più delicata;
- evitare il fumo, che può infastidire ulteriormente la mucosa.
In generale vale la regola del buon senso: meno si irrita la zona, prima tende a rimarginarsi. Se un’abitudine sembra peggiorare il fastidio, è ragionevole sospenderla e osservare come cambia la situazione nei giorni seguenti.
Quando è il caso di farsi visitare
La maggior parte delle afte guarisce da sola, ma in alcune situazioni è meglio rivolgersi al dentista o al medico. È opportuno farsi valutare se un’afta non guarisce entro circa due settimane, se è particolarmente grande, se le afte sono molto numerose o tornano spesso, oppure se si accompagnano ad altri sintomi come febbre o difficoltà a mangiare. Una lesione della bocca che persiste o ha un aspetto insolito va sempre esaminata da un professionista.
In questi casi una visita odontoiatrica permette di osservare la lesione e valutare se siano necessari ulteriori accertamenti. Rivolgersi per tempo aiuta a togliersi ogni dubbio e a ricevere indicazioni adatte alla propria situazione, soprattutto quando le afte si ripresentano di frequente o non seguono il decorso abituale.
Come prevenire le afte
Non è sempre possibile evitare del tutto le afte, ma alcune abitudini aiutano a ridurne la frequenza. Curare ogni giorno l’igiene orale, usare uno spazzolino a setole morbide, seguire un’alimentazione varia ed equilibrata e cercare di gestire lo stress sono accorgimenti utili. Se noti che alcuni alimenti sembrano scatenare le afte, può essere utile annotarli per riconoscerli in futuro.
Anche i controlli periodici dal dentista aiutano a tenere sotto osservazione la salute della bocca e a individuare eventuali fattori locali, come bordi taglienti o protesi non adeguate, che possono irritare la mucosa. Chi non è ancora seguito da uno studio può iniziare con una prima visita gratuita per un primo controllo. Con qualche piccola attenzione quotidiana le afte, pur restando un disturbo frequente, diventano più facili da gestire. Ascoltare i segnali della propria bocca e non rimandare i controlli quando qualcosa non torna resta il modo più semplice per affrontarle con serenità.
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